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Le mirabolanti avventure di Sacco e Vanzetti

 

Mio fratello è Renato Zero

Non so nemmeno quanto tempo è dovuto passare per l'uscita del nuovo album degli Afterhours. Ma sono sicuro che se ne poteva di certo fare a meno...
Confesso subito che questa pseudo band italiana non l'ho mai seguita così assiduamente, ma l'ho sempre ascoltata per proprietà transitiva: frequento gente che ascolta Agnelli e company, ergo mi capita di ascoltarli quando sono in macchina con questi miei amici, oppure quando sono a casa loro.
Per curiosità sono andato a vedere il video del loro singolo "Riprendere Berlino" ed ho notato che, sotto i diversi chili di fard e fondotinta sul viso di Agnelli, degni della migliore Moira Orfei, vi è una certa somiglianza con il Renatone nazionale, quello del "Triangolo" e di "Viva la RAI". Sarà la magliettina attillata, il viso incipriato, le mossettine un po' queer...che ne so...a me ricorda il re dei sorcini.
Dopodichè la canzone proposta da questa band "alternativa" ha ovviamente fatto scatenare un sacco di divergenze tra il pubblico della prima ora e le giovani leve. Sono o non sono diventati commerciali questi Afterhours? I testi sono rimasti quelli di prima oppure si sono appiattiti?
Bhè...la questione principale, personalmente, non dovrebbe svilupparsi sull'eterno dilemma "commerciale o undergound", soprattutto quando, non appena Agnelli inizia a cantare il ritornello di questa canzone, ci si accorge che la melodia ricorda parecchio una qualsiasi canzone ecclesiastica, di quelle da cantare a squarciagola in Chiesa, credendo nella forza divina e cazzi e mazzi.
Del testo ovviamente non ne parliamo...nn mi sono mai piaciuti i testi degli Afterhours, ma almeno prima facevano finta di scrivere canzoni per una qualche generazione in cerca di significati e stati d'animo (pur non riuscendo mai a centrare il bersaglio). Ora non fingono nemmeno più: cacano a spruzzo su un foglio di carta e poi lo interpretano come gli viene. Frasi come: Non sarebbe eroico non essere degli eroi sono l'esempio lampante della capacità della lingua italiana di riempire il più possibile gli spazi bianchi...
Non potremmo non avere fatto finta di non ascoltare la noncuranza che non ci è stata negata da un artista che non sa nemmeno quello che non vuole esprimere?
Eccheccazzo...trentadue negazioni e il senso della frase andato a farsi fottere...Immagino i novelli teenager che si scervellano a capire ste cazzo di parole a casaccio. In bocca al lupo.
Complimenti Agnelli e company, benvenuti, "questo è il due zero zero otto". Avanti così...
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At 17 novembre 2009 alle ore 11:24, Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu    



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debord teneva un diario, baudrillard teneva un diario. e noi chi siamo, i figli della serva?